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Paragrafo 2 . Ampia disponibilit di manodopera e di capitali.

     
Al  consolidamento  del  nuovo  processo industriale  contribu  anche
l'utilizzazione  di  manodopera a basso costo, largamente  disponibile
sul  mercato  e  ogni  giorno  pi  numerosa  grazie  all'afflusso  di
immigrati.  Inoltre la ricerca si applic allo studio  di  tecniche  e
strategie  sempre pi raffinate per ottenere lo sfruttamento razionale
delle  capacit produttive dei lavoratori. In questo campo si distinse
l'ingegnere  americano Frederick Taylor (1856-1915), che  elabor  una
teoria  sull'organizzazione  scientifica  del  lavoro,  fondata  sulla
suddivisione  del  processo produttivo in varie  fasi,  corrispondenti
allo  svolgimento  di mansioni semplici e ripetitive  da  affidare  ai
singoli operai.
     Nel  suo  complesso l'espansione industriale, ed  in  particolare
quella  dei  settori  siderurgico, meccanico,  chimico  ed  elettrico,
richiedeva  elevati investimenti. Questi erano garantiti  dal  sistema
bancario  in  continuo sviluppo, dalla diffusione  delle  societ  per
azioni e dall'attivit borsistica.
     Un'ampia  disponibilit di capitali fu favorita anche da  un  pi
razionale funzionamento dei sistemi monetari, che, riducendo i  rischi
per   le   operazioni  commerciali  e  finanziarie,   incoraggi   gli
investimenti.   L'adozione   della   sterlina   d'oro   come    moneta
internazionale  e  punto  di  riferimento negli  scambi  consent  una
stabilizzazione  dei  rapporti valutari;  l'attribuzione  ad  un'unica
banca  centrale della funzione di emettere moneta sotto  il  controllo
dello   stato,   in   alcuni  paesi  decisa  gi  nella   prima   met
dell'Ottocento, rese pi ordinata e sicura la circolazione monetaria.
     Tipico della seconda rivoluzione industriale fu il delinearsi  di
un rapporto sempre pi stretto tra attivit produttive e banche; molte
di  queste  ultime  assunsero vere e proprie funzioni imprenditoriali,
tramite l'acquisto di pacchetti azionari delle imprese. Lo sviluppo di
questo fenomeno, che  definito "capitalismo finanziario", port  alla
formazione di grandi complessi bancari, che, avendo concentrato  nelle
proprie  casse  una quota rilevante dei capitali disponibili  per  gli
investimenti, erano in grado di esercitare un forte peso  sulle  varie
economie nazionali.
